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Il Milan è primo ovunque, con una grande conferma e una bella sorpresa

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TATARUSANU – Dalle sue parti non arriva una palla, quando però ne spiove una in area, in avvio di ripresa, e dovrebbe far valere i suoi quasi 200 cm, palesa un’incertezza che non si dovrebbe poter permettere. Si riscatta subito con una gran parata al 56’ su Krejci, ma soprattutto con l’intervento prezioso e decisivo su Karlsson nei minuti di recupero che sigilla il primo posto nel girone del Milan. 6,5 

CONTI – È all’esordio dal primo minuto in questo 2020-21 dopo un’estate tribolata, passata tra infortuni e tentativi di rianimare una stagione iniziata male. Pioli lo premia con la fascia di capitano e lui ricambia subito con una bella discesa al 2’ e una palla radente messa in mezzo che avrebbe meritato miglior fortuna. Rischia un giallo per un fallaccio nella ripresa ma il Milan rischia poco dalla sua parte, anche se l’ex Atalanta non spinge tantissimo. 6,5 

DUARTE – Anche il brasiliano, come il compagno di reparto Conti, parte per la prima volta dall’inizio in questa stagione. L’obiettivo è soprattutto quello di cercare consensi al di fuori di Milanello in vista di una probabilissima cessione a gennaio. La ruggine accumulata in oltre un anno di assenza dalla sua ultima partita da titolare però si vede ed è da una mancata comunicazione tra lui e Tatarusanu che nasce la prima occasione per lo Sparta al 7’. Poi gestisce i modesti attaccanti dello Sparta con relativa tranquillità. 6,5 

KALULU – Nel Milan dei giovani schierato da Pioli contro lo Sparta Praga, la vera sorpresa è lui: Pierre Kalulu, classe 2000, di professione terzino destro, stavolta impiegato da centrale difensivo. Dopo un primo comprensibile momento di imbarazzo, il francese si libera dall’impaccio e mostra le sue potenzialità a chi ancora non lo conosce: per conferma guardate l’uscita palla al piede al 36’. Ottima e pulita la chiusura al 45’ su un avversario lanciato verso la porta difesa da Tatarusanu. È ovviamente prematuro dirlo, ma sarebbe importante rivederlo all’opera lì in mezzo, chissà che il Milan non possa aver trovato in casa il tanto cercato nuovo innesto per la difesa. 7

DALOT – È suo il primo tiro in porta al 3’ che costringe il portiere avversario ad una parata complicata. Anche in difesa però fa sentire agli avversari la sua fisicità debordante. Attento per tutto il match, si distrae solo quando lascia tutto solo Karlsson, libero di involarsi verso Tatarusanu nei minuti di recupero. Per fortuna di Diego, il portierone rossonero ci mette una pezza. 6 

KRUNIC – È chiamato ad una prova importante: reagire dopo la fallimentare prestazione di giovedì scorso contro il Celtic e riguadagnare la fiducia di mister, compagni e soprattutto tifosi in vista dell’imminente mercato di gennaio che potrebbe sovvertire le gerarchie del centrocampo rossonero. Il bosniaco ci mette subito la garra necessaria, forse anche un pizzico eccessiva visto che poco dopo la mezz’ora rimedia anche un giallo. La cosa più grave è che a distanza di 3 minuti commette un altro fallo pericoloso a centrocampo che per fortuna del Milan l’arbitro fa finta di non vedere. Gioca una partita di grande concretezza ma a volte dà la sensazione di peccare di presunzione. Piuttosto gravi i due palloni scialacquati dall’ex Empoli nel finale in evidente superiorità numerica. 5,5

TONALI – Sembra incredibile guardando la sua carta d’identità, eppure è lui l’uomo di riferimento in questo giovane Milan schierato a Praga. Fa sempre tutto quello che c’è da fare non sbagliando una giocata. Sempre più inserito nei meccanismi di gioco di mister Pioli. Illuminante un filtrante che vede solo lui per Castillejo al 59’, una grande occasione che sfuma per un soffio. 6,5 

CASTILLEJO – Arriva da una striscia di 3 gol nelle ultime 3 partite e si vede che è in fiducia. Subito una bella giocata sulla destra, ma la più bella e pericolosa arriva sul finale del primo tempo quando supera in slalom speciale 3 difensori avversari e impegna il portiere Heca. Pecca di altruismo al 57’ quando anzichè mandare Maldini in porta tenta una conclusione che non impensierisce Heca. Nel complesso la sua è una partita solida, di grande sostanza, che ci regala la convinzione di un calciatore pienamente ritrovato. Peccato per la reazione nel finale e il conseguente cartellino giallo. 6,5

MALDINI – Le prime battute offrono la sensazione di un Maldini ancora non pronto al confronto con gli avversari: non particolarmente veloce nè “tosto” fisicamente. Un’impressione che Daniel cancella in fretta con due giocate energiche in fase difensiva. Nel complesso la partita dell’erede al trono non è all’altezza delle aspettative, ma il ragazzo è giovane e ci sarà tempo per rifarsi. 5,5

HAUGE – Signore e signori, stropicciatevi gli occhi perchè Jens Peter Hauge è un calciatore vero. Dopo aver regalato contro il Celtic un gol da autentico fenomeno, a Praga è riuscito a sfornare un bis impressionante per eleganza ed analogia con la prodezza di una settimana fa. Al 35’ tenta la replica, supera con un tunnel il diretto avversario con lo scaraventa lontano, ma per l’arbitro è tutto regolare. Straordinaria la chiusura in area di rigore rossonera a 5 minuti dalla fine che blinda il successo del Milan. Allo scadere del match avrebbe anche l’occasione per sigillare il match con una doppietta, ma la stanchezza si fa sentire ed infatti Pioli lo richiama in panchina prima del triplice fischio. A proposito di valore del ragazzo, quei 4,5 milioni di euro spesi da Maldini un paio di mesi fa, moltiplicateli pure per 5. 7 

COLOMBO – Dopo un inizio col botto, condito perfino da un gol contro il Bodoe Glimt nei preliminari europei, tocca di nuovo al classe 2002 guidare l’attacco rossonero nella campagna continentale del Milan. Rispetto all’amico Maldini sembra più avanti, più inserito nei meccanismi di gioco e soprattutto più pronto anche a fare sportellate con gli avversari. Alla mezz’ora ha una buona opportunità su calcio d’angolo, Tonali gli fa spiovere un bel pallone sulla testa ma il centravanti milanista incorna a lato. Bella la giocata di sponda, da centravanti vero, esibita in apertura di ripresa. 6

LEAO – Finalmente Pioli può abbracciare uno dei tanti assenti registrati nelle ultime settimane. Il portoghese si fa notare per la scorribanda che provoca l’intervento scriteriato di Plechaty e il suo conseguente cartellino rosso, ma soprattutto per una sfilza di scivolate inopportune e diversi palloni persi in malo modo. 5,5 

KESSIÈ – Entra a 12 minuti dalla fine e, colpa di una scivolata, regala subito un’opportunità agli avversari.  s.v.

BRAHIM DIAZ s.v. 

PIOLI – Stavolta è vero turnover, ma mister Pioli rifugge dall’idea di un Milan B schierato al posto del consueto Milan A: la sua squadra, come orgogliosamente ribadito in più occasioni, è composta da 27 professionisti, senza distinzioni di ceto calcistico. E la partita sul terreno dello Sparta Praga, irrilevante per la qualificazione ma decisiva per l’assegnazione del primo posto nel girone, lo conferma. Quando arriva l’occasione castiga lo Sparta Praga e per quasi tutto il match non rischia nulla. Almeno fino al 91’ quando ci pensa Tatarusanu a salvare i rossoneri. Sarebbe stato uno smacco anche perchè nel finale il Milan ha almeno 4-5 opportunità in superiorità numerica per blindare il risultato, ma per imprecisione e superficialità non riesce a farlo. Forse l’unico neo di giornata. 6,5