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Analisi

Milan: l’importanza di due intoccabili

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MILANO – Il Milan è costretto ormai da tempo a giocare ogni partita senza diversi titolari, con Stefano Pioli obbligato a cambiare formazione tutte le settimane nel tentativo di mantenere la sua squadra competitiva, risultato che sta portando avanti egregiamente, dato che i rossoneri sono primi in campionato e qualificati in Europa ai sedicesimi di finale. L’eliminazione in Coppa Italia per mano dell’Inter, però, ha confermato come a volte la panchina lunga possa fare la differenza nel calcio moderno ed avere a disposizione gente come Lautaro Martinez o Eriksen potrebbe risultare decisivo nel corso della stagione a favore di Conte.

Assenti

Motivo per cui il Milan è già corso ai ripari nel mercato invernale, acquistando Tomori, Meité e Mandzukic, proprio per allungare la rosa a disposizione di Pioli. Difficile dire se ciò basterà, mentre più semplice appare constatare come la doppia assenza di Bennacer e Calhanoglu nelle ultime settimane abbia negativamente influito sul rendimento della compagine milanista. La mancanza del regista algerino e del fantasista turco, infatti, hanno pesato moltissimo sulla manovra del Milan che senza i due uomini di maggior ordine e fantasia non è riuscita ad esprimersi come prima, perdendo contro Atalanta ed Inter in appena tre giorni.

Mancanza

Anche contro il Cagliari, lunedì 18 gennaio, Bennacer e Calhanoglu erano indisponibili, ma il Milan era comunque stato capace di portare a casa i tre punti anche se, dopo l’espulsione di Saelemaekers, l’assenza dei due centrocampisti di qualità si era fatta sentire e la squadra aveva faticato a palleggiare e a tener palla. Ma nelle sfide con Atalanta ed Inter, Pioli ha riscontrato maggiori difficoltà (ovviamente), visto il valore degli avversari, anche perché Tonali fatica ancora a caricarsi il centrocampo milanista sulle spalle e Meité ha mostrato lacune paurose dal punto di vista tecnico quando è stato schierato al posto di Calhanoglu.

Rimedi

Ecco perché l’immediato ritorno di Bennacer (assente da quasi due mesi) sarà un recupero fondamentale per Pioli che ritroverà il suo faro della mediana, consentendo a Tonali di riprendersi con calma e a Kessie di occuparsi solo di ciò che sa fare meglio, ovvero lo stantuffo di centrocampo senza dover pensare anche all’impostazione. E lo stesso avverrà col rientro (ancora incerto) di Calhanoglu che nel girone d’andata è stato l’irrinunciabile dell’allenatore, spedito in campo pure quando malconcio (vedi partite con Roma e Torino) poiché perfetto interprete del ruolo sulla trequarti. Anche e soprattutto con loro, Pioli tenta il rilancio di un Milan apparso in leggera flessione dopo un girone da rullo compressore della serie A.

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