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Psicodramma Milan: contro un Cagliari già salvo sfodera il nulla. Ora la Champions è più lontana

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DONNARUMMA – Costretto ad uscire con decisione e tempismo un paio di volte per spazzare via la palla. Al 54’ salva il Milan dalla capitolazione respingendo di puro istinto una zuccata di Pavoletti da due metri, ma la parata copertina della serata è quella che Gigio sfodera al 64’ su incornata di Godin. 6,5 

CALABRIA – Capisce che la squadra fatica ad ingranare e prova a spingere sulla fascia con frequenza e determinazione. La sassata che scaraventa alla mezz’ora sfila di pochissimo fuori dalla porta di Cragno, ma la cosa più preziosa è il salvataggio al 35’ su Pavoletti pronto a colpire solo dal dischetto del rigore. Ad inizio ripresa rimedia un giallo per fallo su Joao Pedro e Pioli li richiama in panchina. 6 

KJAER – Il Master della difesa rossonera sfoggia dopo 6’ un intervento in scivolata da applausi a scena aperta. Costretto al bis alla mezz’ora, a testimonianza di una squadra, quella rossonera, non esattamente in palla. Rimedia un giallo al 32’ per un fallo necessario su Joao Pedro lanciato a rete. 6 

TOMORI – Uno dei pochi a non commettere errori in una partita decisamente complicata per il Milan. 6 

HERNANDEZ – Ruba palla a Nandez al 9’ ma anziché scaricarla tenta la percussione personale e rischia di restituirla al Cagliari. Un difetto che Theo deve imparare a correggere. Al 19’ si fa saltare come un birillo dall’avversario di fascia costringendo Tomori ad un brillante intervento in recupero. Prova a riscattarsi con una punizione dal limite in chiusura di primo tempo che però sfila alta sulla traversa. 5 

BENNACER – Braccato dai centrocampisti cagliaritani fatica a trovare aria e sbocchi, quando poi ci prova è spesso impreciso. Tenta una ripartenza al 4’ e costringe Marin al giallo. Per il resto, poco o nulla. 5 

KESSIÈ – Anche il Presidente sembra avvertire il peso del match, l’unica spiegazione agli errori disseminati qui e lì, decisamente non da Kessiè. 5

SAELEMAKERS – La gran botta di Alexis al 17’ meriterebbe miglior fortuna, invece ci pensa Cragno con un gran volo a smanacciarla sopra la traversa. Poi un susseguirsi di errori di passaggio anche banali e la sostituzione all’intervallo. 5

BRAHIM DIAZ – Non sembra brillante come nelle due trasferte piemontesi, quando si accende i difensori cagliaritani sono costretti ad abbatterlo, come fa Carboni al 45’ regalando una punizione dal limite al Milan. 5

CALHANOGLU – Molto meno nel vivo del gioco rispetto alle ultime prestazioni. Bravo Semplici ad isolarlo dal cuore della manovra ma anche di Hakan, poco ispirato. Non azzecca una giocata, sbaglia gli appoggi più semplici, sparacchia fuori anche quando sarebbe più utile servire i compagni, insomma una di quelle partite che ti fanno dubitare del vero valore del turco. 3

REBIC – È suo il primo tiro in porta del match dopo 3’, ma la mira è approssimativa. La cosa che preoccupa maggiormente però è l’imprecisione nei passaggi. 4

LEAO – Prova ad accendersi un paio di volte, sprinta sulla fascia e mette la palla in mezzo, ma senza mai trovare la giusta precisione. 4,5

CASTILLEJO – Leao lo innesca un paio di volte, ma Samu arriva sempre in ritardo sotto porta. D’altronde lo spagnolo non può avere l’istinto del goleador. La verità però è che il biondo è uno dei pochi che ci prova con un minimo di incisività: un suo sinistro al 90’ che sibila di poco al lato è la conclusione più pericolosa della ripresa, mentre al 92’ un suo sinistro ben indirizzato a rete viene respinto dalla difesa sarda. 6 

DALOT – Entra e prova a spingere. Appunto, prova. 5

MEITÈ –  Sarebbe bello che Pioli ci spiegasse il perchè dell’impiego di Mister Inutilità nella partita più importante dell’anno. E il bello è che c’è perfino qualcuno che si interroga sull’opportunità o meno di riscattarlo dal Torino. Rispeditelo di corsa a casa Cairo, pure di corsa. 4

MANDZUKIC – s.v.

PIOLI – L’inizio è complicato per i rossoneri, l’importanza della gara si fa sentire e anche la conseguente tensione. Il primo tempo è una summa di tutto quanto di brutto il Milan ha mostrato nelle loro peggiori partite. Nella ripresa Pioli prova a cambiare gli scenari inserendo Leao al posto di un grigio Saelemaekers. La squadra sembra più aggressiva ma se l’obiettivo è quello di aumentare la precisione delle giocate, le sostituzioni scombiccherate del tecnico rossonero ottengono l’effetto contrario. Ancora una volta, al momento di chiudere, il Milan di Pioli si squaglia. Le responsabilità non possono non essere imputate all’allenatore. 4