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Analisi

Milan: il ritorno di Bakayoko non è da sottovalutare

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MILANO – Tiemoué Bakayoko è tornato al Milan dopo l’esperienza della stagione 2018-2019 e dopo un lungo tira e molla con il Chelsea, sbloccato grazie anche (forse soprattutto) alla ferrea volontà del mediano francese di vestire di nuovo il rossonero e tornare a Milanello, ambiente nel quale si è trovato benissimo, che non avrebbe voluto abbandonare e dove sarebbe approdato volentieri anche un anno fa quando però la dirigenza milanista non trovò l’accordo col Chelsea e il calciatore finì sì in prestito in serie A, ma al Napoli dove ritrovò Gennaro Gattuso che lo aveva allenato proprio al Milan.

Importanza

L’acquisto del centrocampista transalpino è passato un po’ in sordina, un po’ per il ruolo, un po’ per le caratteristiche non raffinate del mediano e un po’ perché, a conti fatti, Bakayoko parte dietro ai titolari Bennacer e Kessie nelle gerarchie di Stefano Pioli in mezzo al campo. Ma, attenzione, perché il francese potrebbe essere una delle risorse nascoste che potrebbero innalzare il livello della squadra rossonera in una stagione che, oltre a campionato e Coppa Italia, vedrà la compagine milanista di nuovo impegnata in Coppa dei Campioni dopo quasi 8 anni dall’ultima volta.

Assenze e rotazioni

Va ricordato, tanto per cominciare, che tra gennaio e febbraio sia Bennacer che Kessie partiranno per il Camerun dove giocheranno la Coppa d’Africa con le rispettive nazionali, periodo nel quale Bakayoko diventerà uno dei perni del centrocampo rossonero in cui dovrà garantire fosforo, muscoli e prestanza fisica, caratteristiche che, in assenza di Kessie, nell’organico di Pioli non possedeva nessuno. Inoltre, in un’annata lunga e piena di impegni come questa, alternare e far riposare e ruotare i calciatori può essere una svolta per chi riuscirà a farlo con parsimonia ed intelligenza. Il campionato potrebbe essere assai equilibrato e chissà che la differenza non possano farla proprio le cosiddette riserve.

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