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Il Milan ritrova gioca e punti: apre Ibra ma i migliori sono altri due

Dopo due sconfitte consecutive, il Milan ritrova la vittoria disputando una gara di spessore contro il Genoa dell’ex Shevchenko

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MAIGNAN – In tutto il primo tempo tocca il pallone solo con i piedi per rilanciare l’azione rossonera. Al 2’ della ripresa però decide di ergersi a protagonista e confeziona una parata spettacolare su zuccata di Hernani, manifesto di tutta la sua potenza e classe. A 10’ minuti dalla fine invece ci pensa Portanova a stuzzicarlo quasi da centrocampo: Mike è leggermente fuori posizione ma con un balzo impressionante volta all’indietro e sventa la minaccia. Che fenomeno! 7,5 

KALULU – Gioca praticamente da ala destra, sempre altissimo ad offrire un contributo costante alla manovra rossonera e a Messias che agisce dalle sue parti. Primo tempo in fascia destra come suo solito di grande efficacia, poi nella ripresa Pioli lo piazza in mezzo accanto a Tomori, senza perdere nulla a livello di efficacia. Ormai una certezza assoluta. 7

KJAER – La sua partita dura pochi secondi, dopo di che si accascia al suolo con un ginocchio dolorante. Arrivederci a presto guerriero! s.v. 

TOMORI – Con l’uscita di Kjaer tutta la responsabilità della tenuta difensiva ricade su di lui, per altro non ancora al meglio della condizione dopo l’infortunio che l’ha tenuto fuori nelle ultime partite. Salva in rovesciata dopo la gran parata di Maignan, per il resto si limita a dirigere il traffico lì dietro senza alcuna difficoltà. 6,5 

HERNANDEZ – Anche Theo in costante proiezione offensiva vista la poca consistenza del Genoa. Nel primo tempo non trova mai la giocata decisiva, ma offre sempre l’appoggio da quella parte ai suoi compagni. Quando parte in velocità però il Genoa riesce a fermarlo solo aggrappandosi alla sua maglia. 6,5

TONALI – Una quercia inamovibile in mezzo al campo: sradica palloni dai piedi degli avversari interrompendo tutte le azioni indirizzate dalle sue parti. Quando poi c’è da far ripartire l’azione lo fa sempre con la consueta puntualità. Indispensabile. 7

KESSIÈ – Lotta in mezzo al campo con la sua proverbiale energia. Impreciso in qualche passaggio ma il suo lavoro lo svolge con attenzione e metodo. 6,5

MESSIAS – Bravo ad imbeccare Ibra al quarto d’ora, ma Zlatan è stoppato dalla difesa genoana. Sembra già perfettamente integrato con il resto della squadra e la finta che innesca la discesa di Brahim è lì a testimoniarlo. Al 37’ gli capita sul sinistro un ottimo pallone de scagliare in porta, ma Junior è timido e il suo tiro si spegne docile tra le braccia di Sirigu. Quando però gli arriva sulla testa, esattamente come a Madrid, la piazza di giustezza alle spalle di Sirigu allo scadere del primo tempo. Bello l’assist per Ibra ad inizio ripresa, ma Zlatan non ne approfitta. Al 61’ si toglie anche la soddisfazione di siglare il suo primo gol di piede, l’amato sinistro, che di fatto sigilla definitivamente il match. 8

BRAHIM DIAZ – Scambia spesso la posizione con Krunic per non dare punti di riferimento alla difesa avversaria e il suo inizio di partita è particolarmente incoraggiante, sempre nel vivo dell’azione rossonera e incisivo nel pressing. Al 36’ tenta un’azione personale nel corso della quale si porta dietro l’intera retroguardia genoana, ma arrivato in area di rigore viene stoppato ruvidamente. Ci riprova al 42’ e stavolta il suo destro scortica la parte superiore della traversa con Sirigu ad ammirare incantato. Nel secondo tempo continua a fare il mattatore, distribuisce assist in quantità industriale, compreso quello per terzo gol di Messias. Di sicuro uno dei migliori del Milan, giocatore ritrovato per Pioli. 7,5

KRUNIC – Lavoro più di sostanza che di apparenza. Protagonista suo malgrado anche in occasione del raddoppio rossonero: un suo tiro viene ribattuto e il rimpallo finisce sulla testa di Messias che buca Sirigu. Anche lui si impegna costantemente nella fase di pressing offensivo, quando però gli arriva la palla giusta al 55’ per chiudere il match, su disimpegno errato della difesa genoana, riesce a tirar fuori solo un destro inguardabile che finisce 4 metri fuori. 6,5

IBRAHIMOVIC – Dal limite dell’area su punizione è praticamente diventato una sentenza: al 9’ piazza la palla a terra e la mette all’angolino scoperto di Sirigu. Dopo nemmeno un minuto gli arriva un ottimo cross per timbrare la doppietta, ma stavolta non la tocca benissimo e la spedisce fuori. Nei minuti successivi arriva alla conclusione altre tre volte, dando una sensazione di onnipresenza alla quale non eravamo più abituati. Arretra spesso a fare il regista difensivo smistando anche qualche pallone interessante. Tipo quello di tacco che innesca l’azione del raddoppio di Messias. A inizio ripresa ha l’opportunità per chiudere definitivamente i giochi ma solo davanti a Sirigu colpisce molle. Esce al 60’ con il merito di aver sbloccato la partita. 7

GABBIA – Entra a freddo dopo pochi minuti per prendere il posto dell’infortunato Kjaer e sembra decisamente più concentrato rispetto alla sua precedente uscita fiorentina. È ancora troppo acerbo però e lo dimostra quando salta sbracciando alla mezz’ora e rimedia un giallo che rischia di condizionarlo per il resto della gara. Una valida ragione per indurre Pioli a lasciarlo negli spogliatoi nella ripresa per evitare il rischio dell’espulsione. 6

FLORENZI – Chiamato in causa nella ripresa per consentire a Kalulu di piazzarsi al centro della difesa. Dalle sue parti nessuno lo impensierisce e lui ne approfitta per sgambare sulla fascia con l’obiettivo di ritrovare in fretta la condizione. 6,5

PELLEGRI – Prova a lasciare il segno anche lui ma entra in campo quando il Milan ha ormai spesso di spingere con intensità e lui la palla praticamente non la vede mai. 5,5

SAELEMAEKERS – s.v.

BAKAYOKO – s.v.

PIOLI – Chiamato a rimettere insieme i cocci dopo due sconfitte consecutive, lo fa con la solita lungimiranza, anche nella gestione del turn over. La notizia ferale è quella dell’infortunio occorso a Kjaer, ma la squadra non si disunisce e rade al suolo il Genoa con tre gol e almeno tre categorie di differenza a livello di qualità di gioco. 7

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