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Analisi

Le anticipazioni sulla nuova maglia dividono già i tifosi del Milan

Il portale FootyHeadlines ha già piazzato in rete qualche indiscrezione sulle tre maglie che la formazione rossonera indosserà nell’annata 2022-23

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Il calcio è cambiato, si sa, ormai i tifosi hanno smesso di sognare e di immaginare, hanno tutto e subito. Una volta si aspettavano con ansia le prime amichevoli estive per ammirare i nuovi acquisti e le nuove maglie, oggi già a gennaio gli sponsor tecnici dei club forniscono ai siti specializzati anticipazioni e “dritte” circa le divise della stagione successiva. Il Milan, in tal senso, non fa certo eccezione e il portale FootyHeadlines ha già piazzato in rete qualche indiscrezione sulle tre maglie che la formazione rossonera indosserà nell’annata 2022-23.

Colori

Ancora ignoti i disegni, già svelati, invece, gli aspetti cromatici delle maglie: la prima sarà classica, a righe verticali rossonere con sfondo più tendente al nero rispetto a quest’anno in cui predomina il rosso. Non svelato il colore di calzoncini e calzettoni, anche se qualche voce parla di un ritorno a pantaloncini e calzini bianchi. Così come bianco sarà il colore predominante nella seconda casacca, mentre la novità arriverà dalla terza che, stando sempre alle indiscrezioni svelate nelle ultime ore, vedrà l’introduzione di un verde militare rivisitato, apparentemente più simile ad un color bronzo.

Diatribe

I social network milanisti si sono naturalmente già scatenati, l’argomento maglie è sempre caldissimo fra i tifosi, e gli appassionati rossoneri sono divisi, soprattutto sul colore della terza tenuta: c’è chi (la maggioranza, a dire il vero) storce il naso di fronte alla tradizione sbertucciata da colorazioni improbabili ed invoca il classico nero con dettagli rossi, e poi c’è chi accoglie positivamente la novità, asserendo che le terze maglie servono proprio a distogliersi dai colori sociali, potendosi permettere anche il lusso di sbizzarrirsi con scelte cromatiche più fantasiose.

Identità

Ognuno ha il diritto di pensarla come vuole, ci mancherebbe altro, ma un concetto va ribadito per onestà e chiarezza: il mondo sarà cambiato, il calcio sarà diventato “schiavo” del marketing e del merchandising, nessuno lo nega e nessuno ha la pretesa che si torni agli anni settanta o ottanta, ma bisogna ricordare che la passione per il calcio non è la stessa della pallacanestro americana: gli appassionati di calcio amano cultura e tradizioni della propria squadra e non riescono ad accettare del tutto troppi cambiamenti o mutazioni. Che si riesca, almeno, a far sì che le squadre giochino in casa sempre con la prima maglia, lasciando intatta identità, tradizione e costumi del proprio club.

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