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Il Milan spreca un’altra occasione, stavolta ci si mette anche l’arbitro

Ancora una volta il Milan va in vantaggio e poi si lascia raggiungere al termine di una prestazione molle di quasi tutta la squadra. Resta la rabbia per il gol friulano segnato con un braccio e convalidato nonostante il check del Var.

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MAIGNAN – Subisce un gol di mano, poi si sporca i guanti con la prima parata su Deulofeu nei minuti di recupero. 6 

CALABRIA– Il primo di una certa pericolosità è del terzino rossonero quasi alla mezz’ora. Prezioso anche in fase difensivo con un salvataggio decisivo allo scadere del primo tempo. Nella ripresa va in confusione come tutta la squadra. 6

TOMORI – Si fa anticipare di testa da Beto al 2’, per fortuna la conclusione è centrale e non impegna Maignan. Si riscatta dopo qualche minuto con un intervento in scivolata che vale quasi un gol. A inizio ripresa è protagonista di un tocco sospetto ai danni di Beto lanciato a rete. Il tocco sul ginocchio dell’avversario c’è, poi il bianconero si sgambetta da solo e trae in inganno l’arbitro. Rischio grosso però. 6

ROMAGNOLI – Bravo e fortunato ad interrompere al 35’ una pericolosa irruzione udinese nell’area del Milan. Sfortunato protagonista in occasione del pareggio friulano, con il tocco di braccio di Udogie proprio alle sue spalle. Nel convulso finale prova a cercare fortuna in area di rigore avversaria, ma senza successo. 6 

HERNANDEZ – Efficace in fase difensiva ma non riesce mai a spingere con efficacia. 6

KESSIÈ – I fischi sono di meno rispetto alla partita con la Sampdoria ma la prestazione dell’ivoriano è sempre insipida. La prepotenza fisica sciorinata la passata stagione è ormai un lontano ricordo. 5

TONALI – Pioli si complimenta con il suo gioiellino per l’inserimento, il tempismo, l’intuizione e soprattutto l’assist per Leao in occasione del vantaggio milanista. Si produce in una bella giocata difensiva al minuto 85’, ma nel complesso Sandrino sembra in debito d’ossigeno. E il centrocampo rossonero ne risente. 6,5

MESSIAS – Si propone tanto, ma sbaglia altrettanto. E sempre nell’ultimo passaggio. Esce nella ripresa senza lasciare il segno. 5

BRAHIM DIAZ – Sembra frenato, spaventato all’idea di sbagliare. E il suo inizio. Al 20’ gli capita una palla buona al limite dell’area ma spreca tutto con un tacco velleitario che finisce sui piedi di un avversario. La prima cosa giusta la fa al 33’, casualmente dopo il vantaggio rossonero, con un bell’assist per Messias. Purtroppo per il Milan è anche l’ultima del primo tempo. Anche nella ripresa combina pochissimo, tranne una buona giocata per Leao al 75’. 5

LEAO – La sua prima giocata è un 1 contro 4 al 5’. Leao è un fenomeno del dribbling ma certe volte passare la palla può essere più vantaggioso per la squadra. Però è sempre più incisivo sotto porta e quando gli arriva la palla giusta in area non si fa pregare, lascia per terra Becao e buca Silvestri per il vantaggio rossonero. Dopo il vantaggio viene abbattuto da un difensore friulano e resta a terra per diversi minuti tenendosi la caviglia facendo calare il gelo su San Siro. Per fortuna alla fine si rialza, ma ad inizio ripresa Becao ci riprova con un altro fallaccio, stavolta ad altezza ginocchio. Si ritrova a tu per tu con Silvestri al 75’ ma il pallonetto a scavalcare il portiere viene poi stoppato da un difensore. Nell’ultimo quarto d’ora non tiene più una palla, a conferma del fatto che l’autonomia del talento milanista è limitata a un’ora di gioco. 6,5

GIROUD – Si muove tanto e offre un appoggio continuo in avanti ai compagni di squadra. È stretto in mezzo alle tre colonne dell’Udinese e fatica a trovare spazio. Esce per far spazio a Rebic. 5,5

SAELEMAEKERS – Pioli lo getta nella mischia ma non è fortunato perchè appena entra l’Udinese pareggia. Ci prova ma fa solo tanta, tantissima confusione. 5

REBIC – Entra e rimedia subito un cartellino giallo per un fallaccio a metà campo. Combina un paio di disastri difensivi, frutto di disattenzione e indolenza, poi parte sulla sinistra al 75’ e crea una buona opportunità. 5

MALDINI – s.v

PIOLI – Le parole della vigilia sembravano giuste per caricare e motivare la squadra che invece, per l’ennesima volta, si è sciolta come neve al sole dopo il gol del vantaggio segnato da Leao. Pesa come un macigno la folle decisione arbitrale di convalidare il gol del pareggio udinese segnato con un braccio, ma resta il fatto che questo Milan sembra pericolosamente spento. 5