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Bel Milan fino alla trequarti, ma manca la giocata vincente. Due rossoneri i migliori in campo

Leao, Giroud, Saelemaekers, Krunic, Theo sbagliano una quantità industriale di palle gol e alla fine il derby d’andata finisce in pareggio. Che sia di buon auspicio ripensando al doppio confronto con i nerazzurri in semifinale di Champions nel 2003.

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MAIGNAN – Un suo lancio/assist al 23’ quasi mette Giroud davanti al portiere. Al 58’ cala il gelo su San Siro: IronMike esce a valanga su Lautaro che lo calpesta e lascia il portiere rossonero disteso a terra. Per fortuna di Pioli il fenomeno francese si alza e riprende il suo posto tra i pali. 6,5 

FLORENZI – Spinge con continuità e precisione, ma è anche attento in chiusura su Brozovic. Super alcuni suoi lanci e diverse aperture al millimetro. Tenta anche la conclusione a rete da fuori. Nel complesso uno dei migliori del Milan. 7,5 

TOMORI – Un grande intervento su Dzeko in piena area a sbrogliare una situazione complicata al quarto d’ora. Energia pura, gli attaccanti interisti girano al largo per non sbattere contro un muro. 7 

ROMAGNOLI – Si produce al 22’ in un salvataggio di testa su Dzeko, a Maignan scavalcato, che vale praticamente un gol. Purtroppo in quell’occasione si fa male all’adduttore sinistro ed è costretto a uscire. Una brutta tegola per Pioli anche in vista di Napoli. 6,5

HERNANDEZ – Il primo strappo è suo al 3’: ruba un pallone a Dumfries e si lancia al contrattacco prima di venire abbattuto da Brozovic, secondo la cervellotica decisione dell’arbitro Mariani senza fallo e quindi senza un giallo gigantesco. Sembra carico, contrasta e si propone in avanti, tanto che al minuto 11’ sfiora il gol dopo un filtrante geniale di Giroud. Partita sostanziosa e propositiva, senza però trovare il guizzo finale. 6,5

BENNACER – È tornato il metronomo del gioco rossonero. Sotto la sua guida il Milan gioca limpido e pulito e accanto a lui sembra rinvigorito anche il gemello Kessiè. Sradica un pallone dai piedi di Barella al 43’ e scatena Leao sulla fascia, peccato che l’assist conseguente del portoghese sia scalpellato da un controllo imbarazzante di Saelemaekers a tu per tu con Handanovic. Strepitosa la giocata a inizio ripresa che si conclude con assist per Leao che costringe Handanovic alla paratona. Per distacco il migliore dei rossoneri. 8

KESSIÈ – Sembra beneficiare anche lui della vitamina B, la presenza al suo fianco di Bennacer restituisce sicurezza all’ivoriano, appannato oltre misura nelle ultime uscite. Gioca una partita gagliarda e fa sentire il suo vigore ai pari ruolo avversari. 6,5

SAELEMAEKERS – Ha una gigantesca occasione per indirizzare subito il derby ma il suo sinistro è molliccio e centrale e non impensierisce Handanovic. Inutile fare dietrologia ma sarebbe stata la palla perfetta per Messias. Si propone tanto ma resta alta l’imprecisione anche nei cross, come quello sballatissimo alla mezz’ora. Prova a farsi perdonare con una bella palla rasoterra per Krunic che non trasforma in gol solo per una deviazione. Leao lo mette in condizione di far male in chiusura di tempo ma ancora una volta un pessimo controllo di palla rovina tutto. A inizio ripresa un altro pallone da spedire in fondo al sacco per il belga, ma ancora una volta il tiro scadente nemmeno arriva in porta. Esce al 66’: voto a metà tra il 7 per l’impegno e il 3 per la precisione. 5

KRUNIC – Un ottimo lancio di Florenzi manda il bosniaco in porta al minuto 8 ma anche lui sbaglia l’aggancio e l’occasione sfuma. Non ha la tecnica sopraffina del trequartista per difendere e gestire alcuni palloni complicati a metà campo per si propone con tempismo e continuità e al 40’ sfiora il gol dopo un ottimo assist di Saelemaekers. Tenta anche una gran giocata a inizio ripresa ma non trova la porta. 6

LEAO – Lautaro con un retropassaggio suicida rischia al 5’ di mandare in porta Leao che però sbaglia inspiegabilmente un aggancio niente affatto complicato. Al 20’ ha una grande opportunità per partire tutto solo sulla sinistra ma il cross radente in area è completamente fuori misura e consente all’Inter di spazzare. Egoista e poco lucido in un paio di occasioni a cavallo del 25’, ma la sensazione che offre è che quando la palla transita dalle sue parti può sempre accadere qualcosa di importante per il Milan. Al 32’ si porta a spasso l’intera difesa nerazzurra fin quando Brozovic non lo abbatte e si becca il giallo. Ad inizio di ripresa costringe al superlavoro Handanovic che si produce in un grandissimo intervento. Pioli lo richiama in panchina al 66’ e Rafa non gradisce. Buon segno. 6,5

GIROUD – Se il Milan parte bene è anche merito del gigante francese e del suo pressing costante. Ottimo l’assist per Theo al minuto 11’, non sfruttato a dovere dal compagno. Commette una clamorosa ingenuità al 37’ per troppa generosità: abbatte Bastoni al limite dell’area regalando ai nerazzurri un’ottima chance per far male. Viene abbracciato con eccesso di affetto da Skriniar all’alba della ripresa, ma per l’arbitro e il VAR tutto normale. 6

KALULU – Fa un’ottima guardia su Dzeko e Lautaro, malgrado l’ingresso a freddo. Al 75’ salva praticamente un gol fatto. 6,5

REBIC – I compagni lo cercano e lui si fa trovare pronto, ma anche lui pecca di precisione e attenzione nelle scelte giuste. È il manifesto dell’indolenza e in queste condizioni non fa bene al Milan. 5

MESSIAS – È un altro tipo di giocatore rispetto a Saelemaekers, decisamente più offensivo, anche il brasiliano però fatica ad accendere la luce nell’attacco rossonero. 6

BRAHIM DIAZ – Rincula fin nella metà campo rossonera per trovare qualche pallone giocabile, ma fa fatica a trovare un varco giusto per innescare i compagni. 6

CALABRIA – s.v.

PIOLI – Come ormai abbondantemente consolidato, il Milan di Pioli non sbaglia mai l’approccio negli appuntamenti importanti. Contro l’Inter i rossoneri scendono in campo decisi a far valere la loro legge, prendono letteralmente a pallate gli avversari ma una serie di errori imbarazzanti nell’area di rigore nerazzurra impedisce a Giroud & soci di prendere il largo. Il cambio dell’intera batteria dei trequartisti al minuto 67’ restituisce linfa vitale all’attacco del Milan, ma cambiando l’ordine degli addendi il prodotto non cambia. E infatti si perde il conto di quante potenziali occasioni da gol creino i rossoneri e poi sprechino con giocate sconsiderate. Passo in avanti importante sul piano del gioco, non certo su quello della concretezza. 6,5