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Analisi

Milan: il destino nelle proprie mani ed una paura da vincere

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Ora il primato è reale. Il Milan da domenica sera guarda con occhi diversi una classifica che vede i rossoneri al comando della serie A e a prescindere da cosa combinerà l’Inter nella gara di recupero che prima o poi giocherà in casa del Bologna. Adesso sì che la squadra di Pioli può dirsi e sentirsi capolista del campionato senza se e senza ma, poi starà al gruppo milanista mantenere la vetta e riconquistare quello scudetto che dalle parti di Milanello manca dal 2011. La classica frase “il destino nelle proprie mani” è ora realtà ed il Milan ha 9 partite per scucire il tricolore dalle maglie interiste ed applicarlo su quelle rossonere, undici anni dopo l’ultima volta.

Occasione

L’opportunità è, inutile dirlo, ghiottissima e le difficoltà dell’Inter, unite alla discontinuità del Napoli, inducono realmente i milanisti a credere in quella che solamente due anni fa era considerata pura utopia e che adesso appare possibilità concreta. Certo, la strada è ancora lunga e il calendario ispido e intriso di difficoltà, soprattutto perché il Milan di questa stagione ha spesso dimostrato di mancare le occasioni più semplici, come ad esempio la trasferta in casa della Salernitana ultima in classifica che da gara in discesa stava per trasformarsi in un’autentica Caporetto per i colori rossoneri.

Fiducia

Proprio questo sembra essere il tallone d’Achille del Milan negli ultimi due mesi di campionato: il gruppo è giovane ed inesperto, e logicamente paga cali di tensione e sbalzi di entusiasmo che formazioni più navigate non hanno. Ma è esattamente adesso che la compagine di Pioli non deve mollare: il campionato è nelle sue mani, questo dovrà essere l’imperativo del tecnico da qui alla fine, perché mai come stavolta l’inesperienza può essere soppiantata dalla fame di vincere e di riportare nella Milano rossonera quello scudetto da troppo tempo dimenticato. La crescita parte da qui.

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