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Il Milan spreca l’ennesima occasione: ora si fa dura

31 tiri in porta, di cui solo 6 nello specchio, 13 fuori e 12 rimpallati. Eppure la sensazione che resta è che il Milan avrebbe potuto giocare per tre giorni e tre notti senza segnare. Solo due rossoneri positivi.

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MAIGNAN – Reattivo e pronto almeno in un paio di circostanze nel primo tempo quando il Bologna si presenta con pericolosità dalle sue parti. Si supera addirittura al 26’ quando si protende sulla sinistra per deviare una conclusione di Barrow destinata in fondo al sacco. L’aquila rossonera vola sempre più in alto. 6,5 

CALABRIA– Inizio da capitano per Calabria: spinge, dà indicazioni ai compagni, però al 3’ si perde Dijks che solo davanti a Maignan non capitalizza. Nelle due percussioni successive però Davidino non si lascia più sorprendere. Al quarto d’ora della ripresa Leao gli mette sul destro un pallone da scaraventare in rete, ma la conclusione sfila a lato di un soffio. Esce nel finale per far posto a Florenzi. 6

KALULU – Capita sui piedi del francesino la palla gol più nitida del primo tempo, ma Kalulu sbaglia il controllo e non riesce a concludere a 3 metri dalla porta bolognese. Per il resto fa il suo con pulizia e tranquillità. 6 

TOMORI – Salva praticamente un gol fatto al 39’ con il Bologna arrivato a tu per tu con Maignan per colpa di un mancato fischio dell’arbitro Marinelli. Sventa un paio di situazioni ingarbugliate ma soprattutto contrasta in maniera robusta un ottimo Arnautovic. 7

THEO HERNANDEZ – Agita per la prima volta la chioma bionda al 12’ scaraventando una sassata di sinistro che Skorupski para a terra. Poi ci riprova sempre da fuori ma non inquadra la porta. Al Milan di stasera mancano le scorribande del francese sulla sinistra che è un po’ più frenato del solito, oltre che molto ma molto nervoso. 5,5

BENNACER – L’algerino conferma il suo momento magico, calamita di tutti i palloni che vagano nella metà campo. Straordinario anche quando si tratta di difendere sulla freccia Barrow mentre tutti i suoi compagni di difesa sono in avanti. Dal suo sinistro magico nascono tutte le azioni più pericolose del Milan, come quella rifinita da Giroud e conclusa male da Calabria al 28’. Esce al 67’ quando Pioli si rende conto che l’algerino ha la lingua per terra. 7

TONALI – La prima giocata degna di Sandrino arriva in avvio di ripresa quando ruba palla e attraversa tutto il campo per dare vita a un’azione pericolosa per il Milan. Per quanto nel secondo tempo sembri più vivo, quella in campo è la copia sbiadita del centrocampista feroce visto per lunghi tratti della stagione. 5

MESSIAS – Spiace ribadirlo ma il buon Junior è forse l’anello debole della catena rossonera: al 7’ parte in contropiede, porta palla da solo senza passarla mai fin quando non gliela tolgono dai piedi. Fatica a rispettare le indicazioni di Pioli che gli dedica qualche urlaccio niente male, ma soprattutto ogni volta che prende l’iniziativa lo fa in maniera prevedibile e viene sempre stoppato. Alla fine del primo tempo resta negli spogliatoi a meditare sulle sue mancanze. 4

BRAHIM DIAZ – Si accende a sprazzi e mai in maniera decisiva. Se Maldini è in cerca di indicazioni per il prossimo mercato, il match di stasera ne ha offerte un paio chiarissime: ogni riferimento alle prestazione di Brahim Diaz (e anche di Messias) è puramente voluto. Il Milan del futuro, se vuole tornare ad essere vincente, ha bisogno di titolari in quei ruoli. 4,5

LEAO – È talmente tanto veloce nelle sue iniziative che a volte fanno fatica a seguirlo anche i suoi compagni. Dopo un’azione confusa al quarto d’ora gli capita anche la palla giusta sul sinistro ma la conclusione di Leao vola in curva. A inizio ripresa, con l’uscita di Messias, il portoghese trasloca a destra lasciando la fascia mancina a Rebic (anche se i due si scambiano spesso posizione). L’ex Lille però scivola in continuazione, stoppa e giochicchia con il pallone anche quando dovrebbe concludere in porta. Malgrado tutto, quando parte è l’unico che dà la sensazione di poter fare qualcosa di importante, come quando al 60’ offre a Calabria la possibilità di portare in vantaggio il Milan. 5,5

GIROUD – Sbaglia un paio di controlli in area da cui sarebbero potute nascere situazioni interessanti, al 28’ però gioca una sponda di testa per Calabria che avrebbe meritato miglior sorte. Al 41’ va in cielo a prendere di testa un cross di Theo e impegna Skorupski in un bell’intervento, ma a questo punto è sfida aperta e in chiusura di tempo il portiere polacco è costretto a volare per togliere dalla porta un’altra incornata imperiosa di Oliviero. Al 70’ esce per far spazio a Ibra dopo aver giocato una prestazione generosa ma non risolutiva. 6

REBIC – Un altro che quando entra in campo con il piede sbagliato poi sono dolori. Fatica a entrare in partita, gioca qualche tacco insulso e non riesce a rendersi pericoloso, neanche quando Leao gli mette un’ottima palla in mezzo al 67’ e il croato la spara in curva. Nervosissimo, litiga con tutti da con Soumarò a Bonifazi. Al 94’ però è lui che svetta di testa e incorna costringendo Skorupsky all’ennesimo miracolo di giornata. È la palla gol più nitida della ripresa. 5,5

IBRAHIMOVIC – Entra e crea subito una palla gol per Leao che non capitalizza. Poi solo botte e sportellate con gli avversari fino alla palla gol al 90’ che però Zlatan spreca di testa inzuccando alto sulla traversa. 5,5

KESSIÈ – Accolto dai fischi di San Siro, prova ad accendere la luce in mezzo al campo nei 20 minuti finali ma passa pressochè inosservato se non per il tentativo di rubare la fascia di capitano a Theo Hernandez. 5,5

FLORENZI – s.v.

PIOLI – L’avvio tutt’altro che timido del Bologna scompagina i piani del Milan. Piano piano il Milan, anche se in maniera confusa, prende campo e riesce anche a costruire qualche pericolo per la porta bolognese, ma Skorupski fa buona guardia su Giroud. Nella ripresa la musica non cambia e la sensazione che resta al triplice fischio è che il Milan avrebbe potuto giocare tre giorni e tre notti senza riuscire a segnare. Alla fine il bilancio del match è chiaro: 31 tiri in porta, di cui solo 6 nello specchio, 13 fuori e 12 rimpallati. I numeri non sempre dicono tutto, ma qui il messaggio è chiaro: il Milan del futuro ha bisogno di qualità lì davanti. Tanta, tantissima qualità. 5,5