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Il Salisburgo fa il Milan e imbriglia i rossoneri: MVP a sorpresa

Per l’ennesima volta il Milan parte in svantaggio e anche stavolta recupera rischiando anche di vincerla nel finale. Ma la partita racconta anche di una squadra rossonera messa spesso e volentieri alle corde dal pressing austriaco, abbondantemente preventivato alla vigilia. Il “panchinaro” Saelemaekers migliore in campo per distacco.

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MAIGNAN – Come al solito è lui il primo a dover raccogliere il pallone in fondo al sacco rendendo preoccupante la consuetudine del Milan di partire sempre in svantaggio. Poi un paio di uscite e una parata non difficile su tiro dal limite. 6 

CALABRIA– Dalle sue parti gravitano a fasi alterne Okafor e Fernando, due peperini piuttosto pericolosi che mettono in difficoltà il capitano rossonero. Sul finale di primo tempo si guadagna un giallo che gli vale un’uscita anticipata dal campo – non gradita – al 56’. 5,5

KALULU – Solita sicurezza in anticipo sugli attaccanti austriaci ma in occasione del vantaggio austriaco Okafor lo scherza in maniera preoccupante (con tunnel annesso) e buca Maignan. La più grande qualità del francesino è che non si abbatte mai e da quel momento inizia a giocare un’altra partita che comunque gli garantisce la sufficienza. 6 

TOMORI – Chiamato a un lavoro complicato sui velocissimi attaccanti austriaci. L’arbitro non lo perdona al 39’ e gli rifila un giallo per un fallo a metà campo sul solito devastante Okafor. 6

HERNANDEZ – È il primo a cercar gloria nell’area avversaria ed è anche il primo a provocare un giallo tra gli avversari e rimediare una punizione dal limite al 17’. Si perde Fernando a inizio ripresa che si divora un gol praticamente fatto. Rischia il frittatone al minuto 87’ quando lancia un pallone insensato al limite della propria area di rigore consentendo a Sesko di sfiorare il gol con un gran tiro dal limite. Follia allo stato puro. 5

BENNACER – Il solito uomo ovunque, recupera palloni su palloni e li difende con eleganza malgrado il pressing feroce del Salisburgo. Protagonista suo malgrado in occasione del gol austriaco: recupera palla al limite della propria area ma sbaglia il secondo controllo e se la fa scippare da Kjaergaard che serve l’assist per Okafor. Evidentemente toccato dall’errore si fa immediatamente perdonare scatenando Leao nell’azione travolgente che al 40’ porta il Milan al pareggio. Perso il conto dei km fatti dall’algerino, a inizio ripresa Pioli gli dà il cambio. 5,5

TONALI – Gli spiove un buon pallone sul destro al limite dell’area ma la conclusione di prima intenzione di Sandrino vola alta. Non sembra il Tonali sfavillante del derby, fa fatica a centrocampo a contenere la pressione austriaca e non brilla neppure negli appoggi. 5,5

SAELEMAEKERS – Quando c’è lui al posto di Messias, Calabria è indubbiamente più protetto e l’efficace azione in recupero al minuto 11’ lo testimonia. Ma Alexis si propone con efficacia anche in avanti e la sua gran sventola dal limite viene deviata da un difensore a rischio di essere decapitato. Quando ci riprova ha la visuale decisamente più libera e infatti centra la porta, buca Kohn e riporta il Milan in parità. Anche nella ripresa è uno dei rossoneri più centrati ma non sempre trova la giusta collaborazione da parte dei compagni di reparto. Esce stremato nel finale ma la palma di miglior rossonero in campo stasera va a lui. 7

DE KETELAERE – Sfiocchetta il suo sinistro sontuoso al 9’ quando recapita un assist strepitoso sulla corsa di Giroud che incespica sul pallone bruciando la chance. È il belga a mettere in moto Bennacer nell’azione del pareggio rossonero, tante però anche le sue giocate imprecise, non esattamente in linea per un giocatore dalle sue qualità. Esce a 20 minuti dalla fine. 6

LEAO – È indubbiamente l’uomo copertina del match ma Rafa ci mette un po’ ad accendersi. Quando lo fa però il Milan si sveglia e pareggia una partita che, come al solito, era iniziata male: sua la scorribanda sulla sinistra e l’assist vincente per il gol di Saelemaekers. Dopodichè un lunghissimo e preoccupante sonno fino alla giocata finale del match, un tiro a giro dal limite al 94’ che si stampa sul palo. È angosciante pensare a quanto possa essere decisivo questo ragazzo e quanto poco faccia per esserlo sempre. 6

GIROUD – Si procura un’ottima opportunità al 7’ ma la spreca con una conclusione molliccia da posizione defilata che non impensierisce Kohn. Passo indietro sostanzioso rispetto al derby, non riesce a vincere un duello aereo e a tenere palla per far salire la squadra. Pioli lo richiama in panchina al 56’. 5

DEST – Positive alcune giocate difensive, fatica a trovare spazio in avanti malgrado l’attitudine di grande dribblatore. Per un eccesso di leggerezza perde un brutto pallone a metà campo che per fortuna non sortisce brutte cose per il Milan. 5,5

ORIGI – La giocata più importante appena entrato e una deviazione di testa su una punizione del Salisburgo diretta in porta. Continua la partita insufficiente di Giroud fino a quando al minuto 84’ crea dal nulla una palla gol per Diaz che però non ne approfitta. Ci prova, per carità, ma sembra pericolosamente arrugginito. 5,5

POBEGA – Entra e falcia subito un paio di avversari per far sentire la sua fisicità. Al 61’ perde un pallone pericoloso e costringe Maignan a una parata difficile. Prova a riscattarsi con una conclusione masticata al 63’ che si spegne malinconicamente a lato. Gli capita ancora un buon pallone sul sinistro al 72’ ma ancora una volta non inquadra la porta. Arruffone e confusionario, la speranza è che la decisione di puntare su di lui per sostituire Kessiè non si riveli un azzardo. 5,5

DIAZ – Pioli gli concede 20 minuti per rendersi utile ma il giovane spagnolo risulta trasparente. Quando Origi lo vede e prova a spedirlo in porta, Brahim si lascia anticipare da Kohn a un passo dal gol. Nel finale di partita abbatte un avversario e chiude il match pure con un giallo. 5

MESSIAS – Entra a un quarto d’ora dalla fine e non struscia un pallone neppure per sbaglio. Neppure al 94’ quando il tiro di Leao si stampa sul palo e gli rimbalza a due centimetri dai piedi ma Junior ha la reattività di un bradipo addormentato e si fa sfilare la palla accanto e anche l’occasione per regalare i tre punti alla sua squadra. s.v.

PIOLI – Alla prima di Champions di questa stagione Pioli presenta un Milan con uno status nuovo: non più il gruppo imberbe di ragazzini inesperti ma la squadra Campione d’Italia. Malgrado questo subisce subito l’aggressione degli austriaci che in poco più di 60’’ concludono due volte a rete. Le avvisaglie però non mettono in guardia i rossoneri che subiscono a più riprese le folate del Salisburgo. Alla fine il pareggio è un risultato giusto ma lascia perplessi che, malgrado le parole di consapevolezza pronunciare da Pioli alla vigilia, il Milan si sia fatto sorprendere in tal modo dalla pressione annunciata degli austriaci. 6