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Analisi

Milan: quanti passi indietro a Torino

Brutta e pericolosa la sconfitta dei rossoneri in casa dei granata.

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Due sconfitte in 12 partite, 6 punti da recuperare sul Napoli capolista. Visti così, la classifica il rendimento del Milan nei primi due mesi e mezzo di campionato non sembrano così negativi, eppure il cammino dei campioni d’Italia fa riscontrare qualche intoppo in eccesso, come l’ultima caduta in casa del Torino, tanto imprevista quanto meritata. Difficile dire se i rossoneri avessero la testa alla sfida di mercoledì col Salisburgo o se abbiano affrontato la gara del Comunale con leggerezza e sufficienza, di certo c’è che il Milan di Torino è stato brutto, a tratti inguardabile, incapace di creare azioni da gol.

Errori

Eppure, la partita non era iniziata male per gli uomini di Pioli che avevano creato con Leao due occasioni clamorose per sbloccare la gara, entrambe inopinatamente scialacquate dall’attaccante portoghese, irriconoscibile come se non più dei suoi compagni, al punto che l’allenatore lo ha sostituito alla fine del primo tempo, scelta peraltro bislacca quasi quanto i gol mangiati dalla punta lusitana. Poi ci si è messa la difesa a dormire nelle due reti del Torino, un Tatarusanu mai sicuro, un centrocampo falloso ed inesistente, un attacco praticamente inoffensivo.

Pericoli

Milan brutto, bruttissimo, nella serata torinese non si è salvato quasi nessuno, forse Theo Hernandez e Bennacer per un minimo di impegno, ma parliamo di inezie. I rossoneri non sono mai apparsi pericolosi dopo i due gol incassati, neanche il gol di Messias (che peraltro puzza di irregolarità del brasiliano su Buongiorno) è servito a rinvigorire una squadra piatta, abulica, piantata su sé stessa a cui nemmeno gli oltre 6 minuti di recupero hanno giovato. Il Napoli scappa, ma non è questo il problema principale: il dato preoccupante è che il Milan, nonostante le 4 vittorie consecutive arrivate prima di Torino, fatica più dell’anno scorso e prende tanti, troppi gol. Il tempo c’è, urgono soluzioni.

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