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Analisi

Milan: come Pioli vuole recuperare De Ketelaere

Dopo l’avvio stentato, da gennaio il belga dovrà dimostrare ai rossoneri che l’investimento estivo non è stato un errore

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De Ketelaere

Non è stato l’inizio che tutti avevano sperato, anzi, col passare del tempo sono aumentati interrogativi e perplessità. L’impatto di Charles De Ketelaere col Milan e col campionato italiano si sta rivelando più complicato del previsto, nonostante nelle primissime uscite in maglia rossonera il belga aveva destato ottima impressione e mostrato tecnica ed intraprendenza, quindi, dopo il gol annullato dal VAR a Genova contro la Sampdoria, le prestazioni del fantasista sono peggiorate, De Ketelaere ha perso il posto da titolare ed è apparso sempre più timido ed impacciato in campo.

Fiducia

Intendiamoci, al Milan non hanno alcun dubbio sulle qualità e sull’investimento per un calciatore che di talento ne ha da vendere e a cui va concesso solamente un po’ di tempo per sbocciare ed esplodere. Certo, l’attesa non potrà essere infinita e da gennaio il belga dovrà rimboccarsi le maniche ed entrare con più personalità e vigore nella squadra, entrando in campo con gli occhi della tigre e prendendosi anche la responsabilità di gestire la palla e di concludere verso la porta, anche perché al momento alla voce reti realizzate compare ancora un triste zero.

Programma

L’idea del Milan, come detto, è di tranquillizzare il calciatore, anche se Pioli sta naturalmente studiando qualcosa per far esprimere De Ketelaere al meglio. Intanto, il giocatore ha davanti a sé la vetrina dei Mondiali che potrebbero rilanciarlo e farlo poi tornare in Italia col morale alto e l’autostima rinforzata. Poi, il minutaggio ed il ruolo: dal belga ci si aspetta almeno un’ora di gioco a partita, con una posizione in campo che potrebbe essere modificata leggermente, portandolo a giocare anche sul lato destro dell’attacco oltre che nel classico ruolo di numero 10.

Precedenti

Infine, c’è il gruppo, forse l’elemento più importante nella crescita di De Ketelaere. Non è la prima volta, infatti, che nel Milan di Pioli c’è qualche elemento che resta più indietro degli altri: è capitato a Leao, a Tonali, a Bennacer, per non parlare di Calabria che è stato letteralmente rigenerato dallo spogliatoio guidato dal tecnico emiliano. Lavoro, sacrificio, attenzione e tranquillità, poi l’occasione arriva per tutti ed arriverà anche per quello che è stato il fiore all’occhiello della campagna acquisti estiva del Milan e che è destinato a diventare un pilastro della famiglia migliore della serie A.

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