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Analisi

Maxi recuperi anche in serie A? Perché sarebbe un errore

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I mondiali che si stanno svolgendo in Qatar hanno creato polemiche sin dall’assegnazione al paese asiatico, una decisione (giustamente) criticatissima ma che è stata sostenuta dalla FIFA e da tutto il carrozzone calcistico che, oltre il vil danaro, ormai non vede quasi più nulla. Come se non bastasse tutto ciò, poi, ecco le chiacchiere sui minuti di recupero che, fin dalle primissime battute del torneo, sono stati concessi a manciate come noccioline, 6 minuti nel primo tempo, addirittura 9 o 10 nella ripresa, l’Iran ha vinto la sua partita contro il Galles andando in gol al minuto 108 e al minuto 110.

Motivazioni

La spiegazione è stata: basta perdite di tempo, gli spettatori pagano per vedere 90 minuti di partita e non 50, per cui si recupera tutto. E allora, l’interrogativo che in molti si sono immediatamente posti è stato: ma accadrà così anche nelle leghe nazionali e nelle coppe europee con l’inizio del 2023? La risposta non è stata unilaterale: c’è chi ha detto no come Inghilterra e Germania, e chi ha detto sì come l’Italia che quando si tratta di scopiazzare gli altri è sempre pronta a farlo in peggio, come per il calendario sfalsato con le partite del girone d’andata che non coincidono con quelle del ritorno.

Considerazioni

Ma è davvero giusto concedere così tanto recupero? Chi ha messo almeno una volta piede su un campo di calcio sa benissimo che giocare anche 10 minuti oltre il 90′ non è come stare al 60′. Recuperare tanti minuti in zona Cesarini vuol dire avere comunque le squadre stanche, con le sostituzioni ormai ultimate, chi attacca lo fa alla disperata, chi difende alza la muraglia cinese e spera. In caso di perdite di tempo molto lunghe, basterebbe fermare il cronometro e ripartire da quel minuto; si recupererebbero ugualmente i tempi persi, ma si proseguirebbe da dove ci si era fermati.

Conclusioni

Giocare oltre il 90′ non è come essere a metà del secondo tempo, non è necessario essere un esperto del settore o un individuo particolarmente geniale, la realtà è che il calcio è ormai solo spettacolo e quindi più dura e meglio è. I vertici di questo sport confondono l’appetito con la bulimia, propongono edizioni dei Mondiali ogni due anni e con 50 o magari 60 nazionali partecipanti, credendo di solleticare l’interesse della gente con porzioni enormi di pietanze insapori. La verità è che, come da proverbio, il troppo stroppia ed il calcio rischia di percorrere una strada che presto o tardi lo porterà alla deriva.

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