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Analisi

Il Milan e la chimera della porta imbattuta

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Era l’8 ottobre scorso (vittoria per 2-0 a San Siro contro la Juventus) che il Milan non tiene inviolata la sua porta in casa. Da allora, al di là del tempo trascorso causa anche la sosta per i Mondiali, i rossoneri hanno giocato 8 partite di serie A nelle quali hanno sempre buscato almeno un gol fra le mura amiche, mentre in trasferta solo a Cremona non sono arrivate reti al passivo per i campioni d’Italia. Un campanello d’allarme abbastanza serio in casa milanista, un po’ perché solitamente lo scudetto lo vince la miglior difesa e un po’ perché il Milan dello scorso anno aveva chiuso a doppia mandata la sua porta.

Numeri

Del resto, basterebbe fare due calcoli elementari per approfondire il discorso: la squadra di Pioli ha subìto finora 18 reti, le stesse del Lecce, una in meno di Torino e Udinese, due in meno della Roma, tre della Lazio, cinque del Napoli, addirittura undici in meno della Juventus che è la difesa migliore d’Italia. Soltanto l’Inter, fra le grandi del campionato, ha fatto peggio con ben 23 gol al passivo. Numeri che a Milanello non possono evitare di considerare e che stanno condizionando la classifica dei rossoneri che, al contrario, di reti ne segnano avendo il terzo miglior attacco della serie A con 33 gol dietro a Napoli ed Inter.

Analisi

La prolungata assenza di Maignan influisce, non tanto perché Tatarusanu stia commettendo chissà quali errori, quanto perché il francese è un fuoriclasse nel suo ruolo e la differenza si sente. C’è da dire, però, che quest’anno il Milan subiva gol anche col portiere titolare, superlativo poi a mettere le solite pezze come il rigore parato a Berardi col Sassuolo o i miracoli nelle battute finali del derby. La realtà è i rossoneri prendono gol troppo facilmente e troppo spesso, soffrono sui calci piazzati e non riescono più a tenere la porta imbattuta per due partite di fila. Il conto da pagare a fine stagione rischia di essere salatissimo.

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